skip to Main Content
Alopecia Androgenetica Femminile

La cura dell’aspetto fisico femminile parte in primo luogo dai capelli. Che siano lunghi o corti. Ricci, lisci o mossi. Biondi, castani o rossi. Per la maggioranza delle donne, la propria chioma è un tratto distintivo, un’espressione della propria personalità.

A minare tutto ciò. oltre ai problemi legati allo stress quotidiano, all’uso frequente di trattamenti chimici e agli inquinanti dell’aria, c’è una patologia in forte crescita. L’alopecia androgenetica femminile. Ma quali sono gli effetti e come faccio a riconoscerla per tempo?

 

Alopecia androgenetica e capelli

Mantenere una chioma sana e forte nel tempo non è per nulla scontato. Lo sanno bene moltissimi uomini, i cui segni di calvizie si presentano spesso nell’area fronto-temporale e sul vertice. Tuttavia, la caduta dei capelli non è solo un fattore maschile, ma riguarda purtroppo anche il gentil sesso.

Nella fattispecie, esistono diverse cause che possono determinare la caduta dei capelli in una donna. Ad esempio, un trauma fisico o psicologico, gli effetti collaterali di trattamento farmacologico, la continua esposizione ad agenti chimici aggressivi. Insieme a tutto questo, anche l’alopecia androgenetica è una delle cause principali.

Con questo termine si parla in medicina di quella condizione di perdita dei capelli ereditaria dovuta agli androgeni più suscettibili.

 

Alopecia androgenetica femminile

Sebbene gli uomini siano più colpiti dall’alopecia androgenetica, anche le donne ne possono essere soggette. La maggioranza di esse è colpita nella fascia intermedia che va dai 14 ai 45 anni; la motivazione è da trovarsi in una predisposizione genetica che può essere ereditata sia da parte di padre che di madre.

Si parla di alopecia androgenetica quando vi è una rilevante azione dell’ormone DHT, acronimo di diidrotestosterone, nei confronti dei ricettori androgeni dei bulbi piliferi.

In modo particolare il DHT, legandosi a tali recettori, determina un’azione di trasformazione dei terminali dei follicoli da grandi a piccoli. Questo processo, noto in gergo con il termine “miniaturizzazione dei follicoli piliferi”, comporta nel tempo una caduta permanente del capello, il quale non potrà più ricrescere.

 

Diagnosticare l’alopecia androgenetica femminile

Non è facile distinguere l’alopecia androgenetica femminile da una semplice caduta di capelli temporanea, come quella del telogen effluvium. I sintomi più classici sono l’assottigliamento dei capelli e la riduzione del volume. Altri sintomi sono la perdita di lucentezza e la fragilità dei fusti.

Quando si notano questo tipo di condizioni, è fondamentale ricorrere alla visita di uno specialista nel campo, come ad esempio un dermatologo o un tricologo.

Per individuare in modo preciso se si tratta di alopecia androgenetica femminile, il medico può condurre diversi esami e test, come il pull test o l’analisi al microscopio dei capelli e del cuoio capelluto.

 

Soluzioni per questa patologia

Fortunatamente per chi ne soffre, l’alopecia androgenetica femminile è una condizione che si può rallentare, combattere e in alcuni casi anche fermare.

Tra le soluzioni più frequentemente consigliate dai medici per le donne che soffrono di alopecia androgenetica c’è l’uso di minoxidil. Si tratta di un principio attivo con azione vasodilatatrice che permette di allungare la fase di crescita anagen dei capelli e favorire un maggiore apporto di sangue e nutrienti ai capelli.

Alternativamente, si può ricorrere all’operazione di trapianto di capelli, che permette di sconfiggere la caduta dei capelli in modo permanente.