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Negli ultimi decenni le opzioni terapeutiche approvate per il trattamento dell’alopecia androgenetica sono rimaste pressoché invariate, affidandosi principalmente all’uso di finasteride e minoxidil. Negli ultimi tempi, tuttavia, l’attenzione della comunità scientifica e dei pazienti si è concentrata su una nuova molecola: il clascoterone.

In questo articolo facciamo chiarezza su cos’è questo principio attivo, come funziona, quali sono le attuali possibilità prescrittive e cosa aspettarsi per il futuro della tricologia.


Che cos’è il Clascoterone e come funziona

Il clascoterone è un antagonista recettoriale degli androgeni formulato per uso topico. A differenza della finasteride, che agisce inibendo l’enzima 5-alfa riduttasi e riducendo la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), il clascoterone agisce con un meccanismo differente:

  • Blocco recettoriale diretto: Si lega direttamente ai recettori degli androgeni situati nel follicolo pilifero.
  • Azione locale: Inibisce il legame dell’ormone androgeno al recettore direttamente a livello cutaneo.
  • Profilo di tollerabilità: Essendo applicato localmente, punta a limitare l’insorgenza di effetti collaterali sistemici sulla sfera sessuale.

La situazione attuale: acne e prescrizione Off-Label

Attualmente il clascoterone è in commercio in diversi paesi europei sotto forma di crema all’1% con l’indicazione ufficiale per la cura dell’acne (nome commerciale Winlevi). Non esiste ancora una formulazione commerciale approvata specificamente per la calvizie.

Tuttavia, il quadro normativo italiano ed europeo (in particolare tramite la Legge Di Bella – L. 94/98) consente al medico specialista di prescrivere la molecola in modalità off-label per uso tricologico.

  • Preparazione galenica: La presenza del farmaco autorizzato sul mercato europeo permette ai laboratori galenici di allestire preparazioni personalizzate (lozioni).
  • Selezione del paziente: La prescrizione off-label non è una scelta generalizzata, ma viene valutata per casi specifici, come pazienti che non tollerano i farmaci tradizionali o che presentano timori verso i possibili effetti collaterali sistemici.
  • Monitoraggio clinico: Chi intraprende questa terapia deve sottoporsi a controlli specialistici ed esami ematochimici con cadenza trimestrale.

Formulazione galenica: la stabilità del principio attivo

La resa terapeutica del clascoterone dipende in modo fondamentale dalla qualità della preparazione galenica. La molecola tende infatti a degradarsi per ossidazione in clascoterolo, un metabolita clinicamente meno attivo.

Per preservare la stabilità e l’efficacia del principio attivo all’interno della lozione, la galenica tricologica ricorre a soluzioni avanzate:

  • Veicolo liposomiale: Protegge la molecola dall’ossidazione e ne favorisce il veicolamento (spesso erogato tramite spray per preservare i liposomi).
  • Lozioni idroalcoliche con inibitori delle esterasi: Formulazioni specifiche che utilizzano solventi idonei e additivi capaci di rallentare la degradazione della molecola.

Effetti collaterali: cosa dicono gli studi

Sebbene il profilo di sicurezza sia promettente, il clascoterone è un farmaco a tutti gli effetti e richiede una gestione medica rigorosa. Gli studi clinici condotti sulla formulazione all’1% hanno evidenziato:

  • Effetti locali: Possibile comparsa di eritemi, arrossamenti o prurito nelle sedi di applicazione.
  • Effetti sistemici: Un’eventuale interferenza con l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con temporanea e reversibile soppressione della produzione di cortisolo.

Prospettive future: il progetto Breezula

Lo sviluppo del clascoterone specifico per la calvizie sta proseguendo attraverso trial clinici internazionali (Stati Uniti ed Europa). Il farmaco destinato all’alopecia androgenetica prende il nome provvisorio di Breezula:

  • Fasi cliniche: Dopo aver superato con successo la Fase 1 e la Fase 2 (studi Scalp 1 e Scalp 2), la molecola si trova attualmente in Fase 3.
  • Concentrazioni: Nei trial per la ricrescita dei capelli si stanno testando concentrazioni superiori a quella usata per l’acne, comprese tra il 3% e il 5%.
  • Tempistiche di mercato: L’eventuale commercializzazione ufficiale con indicazione tricologica è ipotizzata tra il 2027 e il 2028.

Sintesi del video

Il clascoterone rappresenta senza dubbio un’innovazione importante nel panorama tricologico, non perché sia una molecola miracolosa, ma perché apre la strada a una nuova classe di trattamenti topici con un meccanismo d’azione differente rispetto alle terapie storiche.

La valutazione sull’opportunità di inserirlo nel proprio piano terapeutico spetta sempre allo specialista, che saprà ponderare benefici, modalità di applicazione e corretto monitoraggio nel tempo.