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Finasteride è un farmaco approvato dalla FDA (Food and Drugs Administration) per la cura dell’alopecia androgenetica, o calvizie comune. Nato come rimedio all’ipertrofia prostatica benigna, si rivelò in grado di agire a livello dei follicoli piliferi del cuoio capelluto contrastando la caduta dei capelli causata da fattori ormonali.

 

Cenni storici sulla Finasteride

L’ipertrofia prostatica benigna è una patologia che colpisce la prostata ed è imputabile a un eccesso di un particolare ormone, definito DHT (diidrotestosterone).

A rendersi conto della dipendenza della condizione dal diidrotestosterone fu la studiosa Julianne Imperato-McGinly. Nel 1974 condusse uno studio su un gruppo di bambini caraibici ermafroditi, con lo scopo di comprendere le ragioni del loro sviluppo sessuale anomalo. Tali bambini nascevano con gli organi sessuali di entrambi i sessi e, al momento dell’ingresso nella pubertà, sviluppavano l’organo sessuale maschile.

La ricerca rivelò che la causa delle anomalie fosse la presenza di una combinazione genetica che causava una mancanza dell’enzima 5-alfa-reduttasi e una conseguente mancanza di DHT.

Lo studio rivelò anche che tutti gli individui coinvolti presentavano una prostata più piccola rispetto alla norma. Si ipotizzò quindi che un eccesso di DHT potesse causare l’ingrossamento della prostata.

Si iniziò a sviluppare un farmaco in grado di inibire l’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo due al fine di trovare un rimedio all’ipertrofia prostatica benigna. In questo modo nacque Finasteride.

Il farmaco fu approvato dalla FDA con dosaggio di 5 mg contro l’ipertrofia prostatica benigna.

Immediatamente ci si rese conto che, nei pazienti sottoposti a una cura con il farmaco, la qualità dei capelli migliorava notevolmente. Finasteride fu così proposta con il dosaggio ridotto di 1mg e approvato nel 1997 dalla FDA. Propecia 1 mg fu immesso sul mercato. Il farmaco è stato protetto da brevetto fino al 2013, da quella data è possibile trovare sul mercato altri farmaci generici con il medesimo dosaggio.

 

Come agisce Finasteride?

La principale causa del processo di miniaturizzazione follicolare tipico dell’alopecia androgenetica è il diidrotestosterone. Come già accennato, Finasteride è in grado di intervenire sulla sintesi di questo ormone, inibendo l’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 2. La conversione del testosterone in diidrotestosterone a livello tissutale è rallentata.

Finasteride riduce il livello di DHT impedendo che i follicoli piliferi rimpiccioliscano e, allo stesso tempo, può indurre i follicoli miniaturizzati a produrre capelli terminali e non vellus.

Si evita, così, una caduta ulteriore e, in alcuni casi, si assiste a una ricrescita.

Finasteride non impedisce l’attività fisiologica del testosterone nei tessuti, non ha quindi effetti androgenici né antiandrogenici, non interagisce in misura significativa con l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi e non ha alcun effetto sui livelli di cortisolo, ormone stimolante della tiroide.

 

Finasteride funziona davvero?

Nel 50% circa dei casi, in uomini tra i 18 e i 41 anni, Finasteride si dimostra efficace. Si assiste a un’interruzione della caduta. Nell’altro 50% si può notare anche una leggera ricrescita.

Solo in basse percentuali dei casi il farmaco si dimostra inefficace o si rivela necessario interrompere la cura a causa dell’insorgenza di effetti collaterali.

 

Modalità di utilizzo del farmaco

È opportuno assumere il farmaco dopo un’opportuna visita specialistica. La dose consigliata è di 1 mg/die.

Se la terapia viene intrapresa prima dei 40 anni non è necessario sottoporsi ad accertamenti ematici né strumentali. Dopo i 40 anni, generalmente il dermatologo prescrive degli esami per comprendere quale sia la condizione della prostata. Tra questi i più comuni sono il dosaggio dell’antigene prostatico specifico, la misurazione della forza del getto urinario, ecografia sovrapubica ed esplorazione rettale.

 

Effetti collaterali possibili

Perché Finasteride risulti efficace, è necessario che sia assunta per almeno tre mesi. In molti casi lo specialista raccomanda che la terapia abbia la durata di un anno o più. Il più diffuso timore riguarda la possibile insorgenza di effetti collaterali.

Come già accennato, tali effetti indesiderati sono generalmente assenti o si interrompono con la sospensione della terapia.

Nel feto di sesso maschile, Finasteride può causare anomalie degli organi genitali esterni. Il farmaco non deve quindi essere assunto da donne in età fertile né maneggiato durante la gravidanza.

In meno del 3% dei casi nell’uomo, Finasteride può causare:

  • Riduzione della libido;
  • Disfunzione erettile;
  • Ridotto volume dell’eiaculato.

In presenza di obesità o varicocele, Finasteride potrebbe alterare la spermatogenesi.

Sono stati riscontrati rarissimi casi di ginecomastia unilaterale.

Non vi sono prove che dimostrino un legame tra Finasteride e cancro alla prostata.

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